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Scendere dai tacchi : più facile a dirsi che a farsi

Dott.ssa Serena Loreti

Scendere dai tacchi

Scarpe: gioie e dolori!

Prima di scoprire come scendere dai tacchi , ricordiamo come milioni di donne, giovani e meno giovani, abituate a scarpe basse e comode, si disperano ogni volta che devono affrontare il “dramma” dei tacchi alti per un’occasione speciale. Il matrimonio di una figlia, di una nipote o della migliore amica diventa una fonte di ansia e, inevitabilmente, di dolori ai piedi.

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Ma cosa succede nella situazione opposta?

Eh sì, chi non conosce almeno una di quelle donne coraggiose, quasi mitologiche, che riescono a portare i tacchi a spillo persino per andare al supermercato?

Poco nota è  la difficoltà che queste vere “professioniste del tacco” incontrano nello scendere dai tacchi … nelle tanto comode scarpe da ginnastica!

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Le conseguenze di questo “salto” verso la scarpa bassa possono sembrare meno eclatanti sul momento, ma purtroppo si manifestano successivamente. E per queste, ahimè, non basteranno un semplice pediluvio o un massaggio ai piedi.

In fisica si dice che “la forma segue la funzione”, ovvero il nostro corpo adotta posture in base alle abitudini o ai gesti ripetitivi. Questo significa che l’avampiede di un piede abituato a scarpe basse non sarà pronto a sopportare un carico così concentrato e specifico come quello derivante dall’indossare tacchi alti.

Allo stesso modo, quando indossiamo i tacchi, il tendine d’Achille, un grosso tendine del muscolo polpaccio, si “vizia” in accorciamento. Il tendine è infatti influenzato dalla posizione della caviglia, che durante l’uso dei tacchi si trova in flessione plantare. Questo accorciamento rende difficile, quando cerchiamo di abbassare il tallone a terra, allungare correttamente il tendine.

Mia nonna ha portato i tacchi alti fino a quasi novant’anni, e ricordo chiaramente che mi diceva di sentirsi “cadere indietro” ogni volta che restava scalza o cercava di infilarsi delle scarpe basse. Ma il caso più eclatante è la tanto amata Barbie!

Chi non ricorda i piedi di Barbie quando le si toglievano le scarpe? I piedi restavano della forma delle scarpe con i tacchi!

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Eh sì, il “vizio” che i tacchi danno ai piedi è proprio quello. Vi ricordate nel film, quando la povera Barbie si trovava davanti a un paio di sandali bassi? La sua espressione era disperata nell’apprendere che i suoi piedi si fossero appiattiti, diventando umani!

Il nostro corpo, però, è straordinario e, come richiesto, entrerà nelle scarpe da ginnastica, così come nelle infradito d’estate. Lo farà, però, a costo di alcuni compromessi che gli permetteranno di abbassare il tallone, ma che, allo stesso tempo, causeranno delle anomalie nel funzionamento del piede.

Ecco perché i sintomi tipici di questo cambiamento, che possono manifestarsi a breve o a lungo termine, includono:

  • Tendinopatia del tendine d’Achille
  • Fascite plantare
  • Tallonite
  • Gonalgie
  • Dolore lombare

È evidente che queste straordinarie donne in tacchi a spillo non potranno andare in palestra con le loro scintillanti décolleté, né tantomeno fare escursioni con degli stiletto. Ma come evitare, allora, di procurarsi fastidiosi disturbi?

  • In primo luogo, è fondamentale includere nella propria routine giornaliera degli esercizi di stretching attivo per i muscoli del polpaccio, così da contrastare l’effetto “vizio di forma” del tendine d’Achille. Bastano semplici esercizi da ripetere due o tre volte al giorno, per pochi minuti, per mantenere il muscolo elastico e prevenire tensioni.

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  • Inoltre, è importante evitare calzature completamente a raso terra. È sempre meglio optare per scarpe che abbiano un minimo dislivello tra il tacco e la parte anteriore della calzatura. Ricordiamoci che una zeppa, anche alta diversi centimetri, se non presenta una differenza tra la parte posteriore e quella anteriore, è equivalente a indossare delle pianelle!
  • Un altro consiglio utile è quello di provare a utilizzare un rialzo calcaneare rigido nelle scarpe da ginnastica. Questi rialzi non dovrebbero essere in silicone, ma realizzati in materiali più rigidi come sughero, cuoio o materiali sintetici resistenti. Possono essere inseriti sotto la soletta della scarpa oppure posizionati sopra di essa, a seconda delle necessità.
  • Il quarto, ma probabilmente il più importante, fattore riguarda la consapevolezza dei limiti che il nostro piede può sviluppare a causa dell’uso frequente dei tacchi alti. È fondamentale riconoscere questo “vizio” e le sue conseguenze. Per esempio, potrebbe essere una buona idea evitare lunghe camminate a piedi nudi sul bagnasciuga in estate, escursioni con molta salita o l’utilizzo del tapis roulant in modalità inclinata. Queste attività sollecitano il piede in modo significativo, richiedendo un ampio grado di flessione della caviglia e mettendo a dura prova la sua mobilità.

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Quindi, che siate amanti delle ballerine o delle scarpe con il “tacco 13”, non c’è nulla di cui preoccuparsi! La consapevolezza è un’ottima alleata nella prevenzione. Con qualche piccolo accorgimento, possiamo scendere dai tacchi e da quelle altezze vertiginose senza timore!

Dott.ssa Serena Loreti

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